Ci sono rischi evidenti e altri che, per abitudine, restano “sotto il radar”.
Alcuni soppalchi industriali rientrano nella seconda categoria: zone di carico e scarico dove, ogni giorno, si apre un cancello per movimentare materiale e si espone l’operatore al vuoto.
Frasi come:
“Tanto lo apriamo solo un attimo”
“Siamo molto attenti”
“Non è mai successo nulla”
… sono ancora oggi all’ordine del giorno.
Il problema è che basta una sola distrazione per trasformare quella routine in un incidente grave.
In una situazione simile, un nostro cliente installatore ci ha contattato per supportarlo per mettere in sicurezza il piano di carico sopraelevato di un’azienda del settore imballaggi.
Si parla di caricare bancali alti oltre due metri sul soppalco, fino a 30 volte al giorno, senza rallentare il lavoro e senza introdurre DPI (dispositivi di protezione individuale) scomodi da gestire.
La soluzione non poteva essere una bascula qualsiasi.
Doveva tenere conto di spazi limitati, alta capacità di carico, movimentazione frequente e sicurezza vera.
1. La situazione: un rischio sottovalutato nonostante la buona volontà e un flusso di lavoro da preservare
La situazione era semplice, almeno all’apparenza: l’azienda del settore imballaggi (in zona Parma) movimentava ogni giorno decine di bancali di semilavorati in plastica rigida.
I pallet venivano caricati da terra, tramite un carrello elevatore, sul soppalco. Da qui venivano movimentati tramite transpallet.
Niente di strano, succede in tantissimi stabilimenti. Ma qui i bancali erano alti fino a due metri, e questo poneva difficoltà con i normali cancelli sul mercato.
“Qualcuno” aveva proposto di risolverla con un punto di ancoraggio e l’operatore imbragato. Peccato che, con trenta carichi al giorno, il tempo perso a mettersi e togliersi l’imbrago avrebbe rallentato tutto.
E diciamocelo: avrebbe creato tante rotture di scatole agli operatori che lavorano lì, ogni giorno.
C’era anche un altro nodo, meno tecnico e più “mentale”: cruciale, insomma.
L’azienda non è stata MAI contraria alla sicurezza, anzi. Il nostro cliente installatore ci ha fatto ben presente gli investimenti pregressi.
Ma cambiare abitudini consolidate non è mai facile.
C’era solo un cancello scorrevole, che si apriva “solo per un attimo”.
L’operatore che movimentava il carico sul soppalco, così, era esposto al rischio caduta, anche se “sempre con attenzione”, e anche se “facendo così non è era mai successo niente”.
Il problema è che la sicurezza vera non può basarsi su queste frasi.
Serve una soluzione semplice da usare, che funzioni sempre; anche quando si ha fretta, anche quando ci si affida al buon senso.
2. Perché i cancelli basculanti standard non bastavano
Le alternative sul mercato non mancavano. Ma tutte, in un modo o nell’altro, creavano nuovi problemi.
I cancelli basculanti più comuni – quelli a perno centrale, dove tutto il cancello ruota attorno a un punto focale – richiedono spazio.
E su questo soppalco ogni centimetro conta.
Il loro ingombro in profondità è spesso incompatibile con l’area di lavoro. E non solo: quando sono aperti, questi modelli tendono a rimanere in posizione intermedia, cioè semiaperta.
In pratica, si crea un varco sotto il carico, dove un operatore potrebbe infilarsi.
Certo, nessuno dovrebbe farlo e sarebbe è sicuramente un comportamento estremo. Ma se parliamo di sicurezza vera, dobbiamo tenere conto anche dei “tiri di matto”, come si dice dalle nostre parti.
C’era poi la questione del carico: le soluzioni standard non hanno un’apertura così ampia da accogliere pallet così alti e larghi.
Insomma, i modelli “classici” erano tutti troppo piccoli, troppo ingombranti o troppo limitanti.
In più, bisognava risolvere tutti questi problemi senza sacrificare la fluidità di manovra?
Difficile.
3. La soluzione: sicurezza vera, senza complicazioni
Quando il nostro cliente installatore ci ha presentato il caso, ci siamo messi subito al lavoro per trovare una soluzione su misura.
La richiesta era chiara:
- niente imbragature;
- niente compromessi sulla sicurezza;
- nessun rallentamento nel flusso di carico.
Dopo i primi rilievi tecnici, è emerso che serviva un cancello capace di gestire pallet da 2,6 x 2,5 metri. Ben fuori standard!
Questo non è un problema, se un prodotto come SAFEGATE®, cancello a bascula per soppalchi e bascule di carico, ha configurazioni estremamente modulabili.
Ecco le tre caratteristiche che l’hanno reso adatto al progetto:
- Ingombro ridotto. La differenza tra struttura esterna e spazio utile di carico è minima. Questo permette di installarla anche in spazi stretti, come i soppalchi industriali.
- Fluidità di movimento. Nonostante le dimensioni, la struttura è realizzata in alluminio. Leggera, maneggevole, fluida. Si muove senza sforzo anche con aperture generose.
- Sistema di frenata. Integrato nei quattro montanti verticali, evita che i moduli prendano velocità in discesa. Niente botte sul pavimento. Niente rischi per chi lavora lì.


Operazioni di carico sul soppalco con Safegate®
Inoltre SAFEGATE® offre il vantaggio che, essendo un sistema di protezione collettiva, non serve alcuna formazione.
Chiunque, anche un operatore appena entrato in azienda, può usarlo in totale sicurezza. Quindi niente complicazioni, abitudini semplici.
4. I benefici: meno complicazioni, più efficienza
Alla fine, la differenza l’ha fatta proprio questo: una soluzione tecnica che semplifica.
Per l’azienda finale, il cambiamento è stato immediato.
Niente più dubbi su chi può manovrare il cancello. Niente dispositivi da indossare. Nessuna perdita di tempo.
Ogni operatore può lavorare in sicurezza, senza istruzioni particolari. Il varco di carico è ampio, libero, e sempre protetto.
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Vano di carico ampio e in totale sicurezza
Il flusso di lavoro è rimasto identico, ma con un livello di sicurezza nettamente superiore.
Per l’installatore, è stata un’occasione per proporre qualcosa di diverso dal solito catalogo; non tanto in termini di prodotto, ma una soluzione su misura progettata con attenzione, e adattata agli spazi e ai ritmi di produzione del cliente.
È proprio il caso di dire che la sicurezza è stata integrata nel processo, senza aggiungerla “a forza”, rendendo sicuro ciò che sembrava sotto controllo.
Se anche tu ti trovi davanti a un’area difficile da mettere in sicurezza – un soppalco, un vano tecnico, una zona di carico fuori standard – contattaci compilando il form qui sotto.
Ti aiuteremo a trovare la soluzione più adatta, senza fermare il lavoro dei tuoi clienti.
Alberto Gandellini
CEO Sial Safety
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